Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: il mio addestramento non richiesto per sfidare la gravità
Prima di ogni passeggiata con Atos, il mio Labrador marrone da 36 chili, io, umile bipede, sento sempre un brivido di timore. Non so mai se rientrerò intera o se mi ritroverò catapultata in acrobazie degne di una disciplina olimpica non ancora riconosciuta. Tra strattoni improvvisi, inseguimenti diplomatici verso altri cani maschi e rischi di trascinare a terra persone colpevoli di avergli dato un biscotto nel 2021, ogni uscita è una sfida al destino.
E proprio ora che si avvicinano le Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026, la pressione aumenta: devo mantenermi in forma, integra e verticale, per rappresentare al meglio la città come Host. Non posso certo presentarmi agli ospiti internazionali sfigurata o con un tutore alla caviglia e la spalla fuori posto perché lui ha visto qualcuno infilare le mani in tasca (“TASCA = BISCOTTO, MAMMA!!!”).
Così mentre penso a tutto questo, non posso non ricordare che il cane più famoso d’Italia, Chico, influencer con milioni di follower, è riuscito addirittura a portare la torcia olimpica nella staffetta ufficiale di Milano‑Cortina, diventando così il primo tedoforo a quattro zampe della storia delle Olimpiadi. Ecco: io, al posto del suo padrone Francesco Taverna, non ce l’avrei mai fatta. Già faccio fatica a gestire il mio cane senza avere le mani impegnate, figurati tenendo una torcia accesa.
Ed è per questo che, con spirito epico, con l’umiltà dei grandi eroi moderni e con la schiena che ancora regge, rivolgo la mia preghiera al mio Angelo Custode.
Preghiera all’Angelo Custode della proprietaria del Cane Trattore
Angelo caro, assistente mio fidato,
che ormai conosci il mio cane e sai in che mani—anzi, in che zampa—sono capitata,
accompagnami tu in ogni passeggiata.
Veglia su di me quando scendiamo sul marciapiede,
tra foglie scivolose, buche malefiche e ostacoli non segnalati,
perché un inciampo è sempre in agguato… e io devo restare in piedi,
che le Olimpiadi arrivano e non posso presentarmi zoppicante al check-in.
Proteggimi soprattutto da lui,
dal mio Labrador marrone, 4 anni e mezzo di energia cosmica,
36 kg di trazione posteriore, anteriore e diagonale,
che quando fiuta un odore interessante diventa un razzo in partenza.
Tienimi salda quando vede altri cani maschi
e decide di dimostrare al mondo che lui è… lui.
Illumina le persone che gli hanno insegnato
che la combo “seduto+dare la zampa = biscotto assicurato”,
perché appena le incontra o le fiuta si lancia come un supereroe con la coda,
e quando qualcuno mette le mani in tasca…
salvami tu, che io non ce la faccio più.
Aiutami a non volare come una bandierina al vento,
a non abbracciare per sbaglio i passanti,
a non finire in un rovo o sopra un motorino parcheggiato,
e a tornare a casa intera, elegante e con dignità.
Così, quando arriveranno gli ospiti delle Olimpiadi,
io sarò lì: sorridente, diritta e non ingessata o sfigurata.
Amen… e tieniti sempre pronto, perché usciamo ogni sei ore.
E nonostante tutta la fatica quotidiana, le passeggiate infinite, l’attenzione sempre a mille, gli strattoni degni di un atleta olimpico e le acrobazie non richieste… Atos rimane il mio grande amore. Il mio compagno di avventure, il mio allenatore non ufficiale, il mio caos preferito.
Quello che mi fa sorridere, inciampare… e sentire viva ogni giorno.
Wowwww….da come hai descritto Atos, avrai bisogno proprio di un super 😇 custode ma stai tranquilla che ti seguirà passo passo…..
Dall’articolo su Atos mi è sembrato di capire che per il periodo olimpico sia difficile trovare posto anche per pochi giorni?….